Premio Omero – Edizione 1

Layout grafico per il Premio Omero che rappresenta il logo del Premio Omero su sfondo arancione e loghi del Museo Omero e della Direzione Generale Creatività Contemporanea

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La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e il Museo Tattile Statale Omero annunciano in data 16 luglio 2025 la prima edizione del Premio Omero, un’iniziativa dedicata alla promozione delle arti visive contemporanee che esplorano linguaggi multisensoriali e pratiche artistiche accessibili a pubblici eterogenei, con un’attenzione prioritaria alle persone con disabilità visiva.

 

Il Premio Omero nasce nell’ambito dei rispettivi compiti istituzionali della Direzione Generale Creatività Contemporanea e del Museo Omero, consolidando l’impegno strategico per l’accessibilità della cultura, in coerenza con i princìpi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, con le direttive europee e con la normativa italiana in materia di fruizione del patrimonio culturale. In questo contesto, l’arte contemporanea – per sua natura aperta alla sperimentazione, alla contaminazione dei linguaggi e alla sinestesia – si conferma un ambito privilegiato per sviluppare processi inclusivi capaci di attivare percezioni non unicamente visive, ma anche tattili, sonore, olfattive e più ampiamente multisensoriali.

 

Obiettivo del Premio Omero è individuare e acquisire un’opera d’arte contemporanea, realizzata a partire dal 2000, che per concept, materiali e modalità di fruizione favorisca un’esperienza estetica e conoscitiva significativa anche per le persone con disabilità visiva. La selezione privilegia proposte che amplino le possibilità di accesso e relazione con l’opera d’arte, integrando dimensioni tattili, acustiche o olfattive, e che dimostrino particolare originalità nella ricerca formale e nei dispositivi di interazione.

 

Il Premio Omero si inserisce nel più ampio obiettivo di promuovere la cultura dell’inclusività attraverso le arti visive contemporanee, incoraggiando lo sviluppo di pratiche ibride e progetti site-oriented che esplorino le potenzialità delle esperienze multisensoriali. Al tempo stesso, rappresenta un concreto sostegno alla produzione culturale e alla ricerca artistica, riconoscendo il ruolo attivo degli artisti – anche emergenti – nella costruzione di una società più consapevole e partecipativa.

 

Il progetto prevede un premio di € 20.000,00 destinato all’artista o al collettivo vincitore e l’acquisizione dell’opera nella collezione permanente del Museo Tattile Statale Omero, istituzione museale unica in Europa per vocazione inclusiva, impegnata da oltre trent’anni nella valorizzazione di esperienze estetiche accessibili a persone con disabilità visiva e più in generale a tutti i pubblici.

 

Possono partecipare artisti singoli, gruppi o collettivi italiani o fiscalmente residenti in Italia, professionalmente attivi nel campo delle arti visive contemporanee, presentando opere realizzate dal 2000 in poi e rispondenti ai requisiti indicati nell’avviso pubblico. Le candidature devono pervenire tramite invio della documentazione richiesta all’indirizzo email info@museoomero.it.

 

Con il Premio Omero, la Direzione Generale Creatività Contemporanea e il Museo Omero rinnovano il loro impegno congiunto per una cultura viva, partecipata e autenticamente aperta alla pluralità delle percezioni, invitando artisti e professionisti a confrontarsi con una sfida che intreccia ricerca estetica e responsabilità sociale.

 

Scadenza delle domande: 30 settembre 2025 ore 12.00 (ora italiana)

 

Premio Omero – Edizione 1 – Bando
Premio Omero – Edizione 1 – Scheda sul sito del Museo Omero
Premio Omero – Edizione 1 – Com. stampa del 16.07.2025
Premio Omero – Edizione 1 – FAQ al 19.09.2025

 

Commissione di valutazione del Premio OmeroAndrea Socrati, Referente per l’accessibilità e Responsabile progetti speciali del Museo Tattile Statale Omero di Ancona; Sofia Bilotta, Responsabile degli uffici public engagement e formazione della Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo; Ivana Bruno, Professore ordinario di museologia presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale; Lorenzo Giusti, Direttore della GAMeC di Bergamo; Loretta Secchi, Responsabile dei servizi educativi del Museo Tattile di Pittura antica e moderna Anteros, Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna.

 

AGGIORNAMENTO 21.01.2026 – SELEZIONATI GLI AUTORI DELLE TRE OPERE FINALISTE

 

In data 21 gennaio 2026 sono resi noti i nomi degli autori delle tre opere finaliste del Premio Omero ammesse alla seconda fase di valutazioneLe opere sono state selezionate dalla Commissione al termine di un attento esame delle 114 candidature sulla base della qualità e dell’originalità artistica, dell’efficacia della fruizione tattile e multisensoriale e della coerenza con gli obiettivi di inclusività che caratterizzano il Premio Omero.

 

La Commissione è concorde nel ritenere che le opere selezionate nella terna si caratterizzano, ognuna a suo modo, per una forte e originale componente multisensoriale e per una particolare attenzione all’accessibilità e all’obiettivo dell’inclusività, utilizzando a tal fine in modo efficace i linguaggi della creatività contemporanea, in linea con le finalità del Premio Omero e con i criteri stabiliti dal bando.

 

La terna di finalisti selezionati dalla Commissione è composta da (in ordine alfabetico di autore):

  • Francesca Grilli, con l’opera The Conversation, 2010, installazione multisensoriale, ingombro di massima 2,5 x 2 m, altezza 0,85 m. L’opera è una installazione immersiva che sollecita in maniera originale un’esperienza multisensoriale stratificata, invitando all’esplorazione dello spazio attraverso il tatto e l’udito, in una dimensione performativa che coinvolge attivamente il visitatore.
  • Rachele Maistrello, con l’opera The silent world, 2022-2023, installazione multisensoriale, ingombro di massima 3 x 3 m, altezza 1 m. L’opera mira a produrre una esperienza che si poggia su un originale approccio fruitivo basato su sollecitazioni sinestetiche multisensoriali, coinvolgendo in modo totalizzante il corpo del visitatore in una profonda esperienza fisica e meditativa.
  • Alberto Tadiello, con l’opera RMN (Risonanza Magnetica Nucleare), 2005, scultura sonora ambientale, dimensioni variabili. L’opera sollecita in modo originale e coinvolgente la multisensorialità, permettendo attraverso suoni a basse frequenze e vibrazioni di percepire sensazioni corporee più o meno intense, instaurando una forte connessione con il contesto urbano e naturale di Ancona.

Le tre opere finaliste accedono alla seconda fase di valutazione, che prevede un approfondimento da parte della Commissione e un’esposizione digitale sul sito del Museo Omero, accompagnata da audiodescrizioni realizzate dagli artisti.

 

AGGIORNAMENTO 24.02.2026 – IL VINCITORE DELLA PRIMA EDIZIONE

 

Alberto Tadiello è il vincitore della prima edizione del Premio Omero con l’opera RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) del 2005, scultura sonora ambientale a dimensioni variabili. La Commissione, dopo un’attenta analisi delle tre opere finaliste, è giunta all’unanimità a questa scelta, riconoscendo in RMN un lavoro capace di sollecitare in modo originale e rigoroso la dimensione multisensoriale, ponendo al centro dell’esperienza la percezione corporea.

 

RMN è una scultura sonora invisibile ma fisicamente percepibile. L’opera si manifesta attraverso la diffusione di suoni a basse frequenze che generano vibrazioni nello spazio, creando volumi immateriali che il visitatore può avvertire direttamente nel proprio corpo. La percezione avviene attraverso le cavità corporee (lo stomaco, la testa, le ossa) stimolando la propriocezione, ovvero la capacità di percepire la posizione e il movimento del proprio corpo nello spazio. L’esperienza non è quindi mediata dallo sguardo, ma nasce da una relazione diretta, fisica e sensoriale con l’ambiente. L’opera annulla ogni gerarchia tra i sensi e propone una modalità di fruizione profondamente inclusiva: non si limita a essere osservata, ma esiste pienamente solo nel momento in cui viene percepita.

 

RMN, acronimo di Risonanza Magnetica Nucleare e di Rete Mareografica Nazionale, è un’installazione sonora che nasce nel 2005 come progetto per la galleria A+A, (ex) sede del Padiglione Sloveno della Biennale di Venezia. L’opera è alimentata da dati reali: un sistema collegato alla Rete Mareografica Nazionale traduce in tempo reale l’andamento delle maree in frequenze sonore. Le vibrazioni, emesse da una serie di subwoofer e costantemente aggiornate, trasformano lo spazio espositivo in una sorta di strumento sensibile che registra e restituisce le variazioni del mare. L’opera può essere immaginata come una stazione radio a bassa frequenza, la cui antenna simbolica è il palo meteorologico del porto di Ancona. In questo modo, il museo entra in relazione diretta con l’ambiente naturale circostante. Lo spazio interno diventa parte di un sistema più ampio, in cui forze invisibili e dinamiche naturali prendono forma attraverso il suono e la vibrazione.

 

Unico elemento visibile dell’installazione è un lungo filamento ferroso, che attraversa lo spazio come una linea di orientamento. Questa traccia fisica, ispirata alle curve di livello idrografico, guida il visitatore all’interno di un’architettura apparentemente vuota ma attraversata da un’energia continua. Lo spazio diventa così una partitura in costante trasformazione, modellata dalle forze naturali e dalla presenza stessa dei visitatori. Il corpo non è più un osservatore esterno, ma parte attiva del processo: interferisce, modifica e completa l’opera attraverso la propria presenza.

 

La motivazione della Commissione: “RMN rappresenta una soluzione artistica coraggiosa e non convenzionale, capace di coniugare ricerca artistica, tecnologia e dimensione ambientale. L’opera amplia il concetto di fruizione inclusiva, offrendo un’esperienza accessibile che non dipende dalla visione, ma dalla capacità universale del corpo di percepire. La quasi totale invisibilità del lavoro elimina ogni centralità dello sguardo e apre a una dimensione percettiva più ampia, in cui ciascun visitatore può sviluppare una propria esperienza personale e interpretazione. L’opera attiva una connessione profonda tra museo e città, tra interno ed esterno, tra natura e tecnologia, rendendo percepibili fenomeni normalmente invisibili e trasformando lo spazio in un campo di energia sensibile. La Commissione ha riconosciuto in RMN un’opera capace di instaurare una relazione significativa con il contesto del Museo Omero, ospitato nella Mole Vanvitelliana, isola artificiale situata nel porto di Ancona e circondata dall’acqua. In questo dialogo diretto con il luogo e con l’ambiente naturale, l’opera si configura come un’esperienza immersiva e dinamica, capace di ampliare le modalità di relazione con l’arte contemporanea e di interpretare in modo esemplare i principi di accessibilità e multisensorialità che sono al centro della missione del Museo Omero”.

Ultimo aggiornamento in data 25 Febbraio 2026